Dragone

Voce libera di Dronero e della Valle Maira

I meli in fiore, spettacolo da non perdere

fuso La fioritura dei meli, è uno degli eventi naturali che ci sorprendono felicemente ogni anno, tra aprile e maggio a seconda dei luoghi e delle temperature, offrendo agli occhi e al cuore un delicato trionfo di colori e profumi. Meriterebbe davvero di essere considerato un appuntamento da fissare in calendario e da vivere insieme all’aperto nelle nostre meravigliose valli alpine, terre di antiche specie autoctone, così come avviene per esempio in Alto Adige dove, ogni primavera, si fa festa per diversi giorni di seguito.

Lo scenario si apre quando appaiono i primi profumati boccioli per attrarre le api nel loro importantissimo compito d’impollinazione, poi si avvera la magia dello schiudersi de ‘l fiur pumé, il più bello tra tutti i fiori da frutto, con i suoi cinque tondeggianti petali biancorosati lievemente odorosi che svelano, nella loro grazia, l’ imparentamento con le Rosacee. E’ il fiore ‘perfetto’ perché ermafrodita, stami e pistilli nello stesso grembo da cui prende origine il frutto più popolare e amato al mondo: la mela. Per noi ‘puma’ o ‘ pum’, ma anche màira, maj o mèj, e in queste ultime assonanze occitane il riferimento al Maira e alla sua valle diventa un inno al sincretismo arcaico dei tre elementi primordiali: terra acqua e aria.

Ed è proprio lei, la Mela, delizioso frutto mitico di una pomacea comune ma assai remota che, dal paradiso terrestre fino all’icastico logo della Apple, detiene, attraverso i secoli tra storia e leggenda, il primato di frutto paradisiaco. Sessualità e amore, istinto e intelligenza, trasgressione e conoscenza, ambivalente nella duplice accezione di veleno (Adamo ed Eva, la mela di Biancaneve …) e di cura. “Una mela al giorno toglie il medico di torno”, un detto assai diffuso, vanta le virtù benefiche che si possono trarre dall’uso quotidiano di questo frutto, semplice e economico a salvaguardia della salute, per garantirci l’eterna giovinezza.

E non è certo un sacrificio cibarsene spesso, un vero passe-partout nel dolce e nel salato! A tavola non si consuma soltanto fresca ma anche in abbinamento con insalate, formaggi e carni di maiale, grattugiata o saltata, in salsa o frullata. E’ indubbio che la sua fragranza, unita alla consistenza più o meno pastosa, trova la massima espressione nel dolce dove, anche semplicemente cotta al forno, in pastella per frittelle e crêpes, o nell’apoteosi delle golose ricette di torte e marmellate, si sposa a meraviglia con i profumati sapori di cannella, uva passa, scorza di limone e vaniglia.

Delle sue qualità sono più che mai convinti i cultori di questo frutto che, oltralpe, han dato vita ad associazioni come quella dei ‘croqueurs des pommes’ ovvero degli ‘sgranocchiatori di mele’. Loro scopo è far conoscere, anche attraverso degustazioni che mettono in risalto le particolarità e i diversi sapori di antiche varietà del territorio, per preservarle nei ‘frutteti di conservazione’ catalogandole come era già tradizione, fin da fine Ottocento, della Società pomologica di Francia.

Gloria Tarditi

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