Dragone

Voce libera di Dronero e della Valle Maira

Una lunga stagione secca

ragazzi Una lunga stagione secca – forse una delle più lunghe che si ricordino – ripropone in modo assai evidente temi che ci toccano da vicino, ma che indubbiamente hanno una portata ben più ampia, potremmo dire a livello planetario.

Fin ad ora la Valle Maira è stata toccata in misura minore di altre zone dagli incendi boschivi.
Incendi che hanno bruciato e stanno bruciando centinaia di ettari in particolare in Valle Susa, ma anche nelle vicine Varaita e Stura. Il più delle volte pare appiccati in modo doloso o quantomeno colposo.
È evidente quale sia il danno ambientale ed economico provocato da questi fenomeni. Andiamo dal dispendio di energie umane – peraltro in situazione di costante pericolo – impiegate per spegnere e contenere i roghi, al costo degli interventi stessi (mezzi aerei e terrestri dislocati) per finire al costo ambientale e sociale. Il polmone verde che abbiamo a disposizione – reso sempre più drammaticamente importante dal crescere dell’inquinamento nelle grandi città, ma anche nelle aree più piccole – rischia di essere gravemente compromesso.
Per chi ha occasione di compiere passeggiate sulla dorsale sinistra del Maira, in alcune zone risultano ancora abbastanza evidenti le tracce degli incendi di vaste proporzioni sviluppatisi da Villar a Macra – Stroppo nel febbraio del 1990. Sono trascorsi quasi trent’anni e la ferita non si è rimarginata del tutto. E già solo questo la dice lunga sulla fragilità dell’ambiente che ci circonda, resa ora ancora più forte dal perdurare della siccità.
Singolarmente non possiamo che fare molta attenzione, evitare comportamenti potenzialmente pericolosi e segnalare le situazioni di emergenza.
Si ripropone tuttavia anche il vasto tema della manutenzione delle aree boschive. Interventi preventivi, oltre ad assicurare numerosi posti di lavoro richiedono solo costi economici (peraltro inferiori) e non certamente ambientali. La scelta, però, in questo caso è tutta politica. Forse non sarà risolutiva, ma senza interventi programmati e mirati, in un’ampia visione complessiva, l’impegno dei singoli per quanto meritorio poco può fare in casi come quelli verificatisi in questo periodo.
Altro intervento complementare è l’educazione ambientale. Capire l’importanza dell’ambiente che ci circonda e cercare di preservane l’integrità è davvero fondamentale e anche in questo caso sono determinanti le scelte di chi ci governa. Guardare agli interessi di pochi e dimenticare la complessità dell’ecosistema (non solo l’ambiente in senso stretto, ma anche il clima e la gestione delle risorse) rischia di compromettere irreversibilmente il futuro di tutti. Un futuro, peraltro, nemmeno più troppo lontano.
Capire e far capire a chi “ci guida” queste cose riguarda tutti noi.

ST

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