Dragone

Voce libera di Dronero e della Valle Maira

Guardare oltre

ragazzi Pare che, finalmente, tra Amministrazione e Pro Dronero sia scoppiata la pace, unire le forze è sempre una pratica positiva da cui non possono che nascere buoni frutti..

Pare che, finalmente, tra Amministrazione e Pro Dronero sia scoppiata la pace, unire le forze è sempre una pratica positiva da cui non possono che nascere buoni frutti.
Perchè allora non cogliere questa occasione per provare a guardare oltre e sfruttare le peculiarità che Dronero e la Valle hanno, e sono molte, ad incominciare dalla prestigiosa presenza della storica squadra locale, la Pro Dronero, in serie D. Non limitarsi a relegare questo evento al solo ambito sportivo, ma allargare la prospettive e viverlo come una sorta di motore propulsivo per un territorio da troppo tempo rimasto fermo al palo. Non si tratta di fare del populismo di giornata, ma una società ha anche bisogno di sognare per progredire.
Guardare oltre, nel caso in questione pensare ad una squadra che resti in D, non giocare al risparmio, come nel caso delle ultime ristrutturazioni necessarie al campo di calcio, in cui sostanzialmente si è scelto di “metterci una pezza”, valutando la possibilità che il prossimo anno la squadra potrebbe non farcela a rimanere in D.
Questa melanconica inerzia purtroppo non è solo peculiarità di questa o quell’altra amministrazione, ma si è diffusa in profondità tra la gente della nostra cittadina, non succede così a Caraglio o a Busca. Sembra lontano anni luce lo spirito nuovo che animò la Dronero degli anni ’30, quando Filippo Drago realizzava il primo velodromo piemontese, anticipando addirittura Torino.
Finiti i fasti del boom economico, la classe dirigente-imprenditoriale che aveva cavalcato quegli anni non ha saputo rinnovarsi, lunga la lista delle aziende e della attività finite miseramente, e ha consegnato alla nostra cittadina un futuro incerto. Non è un caso che gli ultimi due sindaci non siano droneresi. Mentre la Valle è andata avanti, guardando al nuovo, Dronero è rimasta ferma, maledettamente ferma.
Ci sono voluti quasi vent’anni per pedonalizzare via Roma. E’ sotto gli occhi di tutti la trasformazione della via dopo la faticosa decisione di renderla isola pedonale, purtroppo non sempre così rispettata. Sono fiorite le attività commerciali, le case sono state ristrutturate, è diventata la via del passeggio e dello shopping. Le stessa persone che l’hanno così fortemente osteggiata, oggi si trovano con un immobile economicamente rivalutato.
Perchè allora non sfruttare l’occasione della serie D e ragionare in grande, pensando, ad esempio al nuovo stadio, il Baretti, in cui fare investimenti, magari coinvolgendo i tifosi, che guardino al futuro e scommettano sulle nuove generazioni. Filippo Drago senz’altro sarebbe d’accordo con noi.

MM

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