Dragone

Voce libera di Dronero e della Valle Maira

Editoriale di Novembre

ragazzi Si è celebrata il 22 novembre scorso in tutta Italia la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, promossa da Cittadinanzattiva, con la collaborazione del Dipartimento nazionale della Protezione Civile e il Miur, e giunta alla sedicesima edizione.

Il recente incendio che ha reso inagibile la scuola di Dronero OltreMaira, fino all’anno nuovo come precisato nel Consiglio comunale, è lo spunto per riflettere su alcuni dati che emergono dal Rapporto sulla sicurezza delle scuole, presentato a Roma proprio da Cittadinanzattiva a fine settembre. Innanzi tutto risalta la necessità di investimenti per 15-20 miliardi per ricostruire o ristrutturare il patrimonio di edilizia scolastica. Il Ministero dell’istruzione ne ha 7 disponibili ma solo 1,5 circa possono essere spesi in tempi “rapidi”. Ciò significa che i pesanti numeri evidenziati si ritroveranno probabilmente per intero anche il prossimo anno.

Un crollo ogni quattro giorni di scuola, tre scuole su quattro senza agibilità statica, solo una su venti in grado di resistere ad un terremoto. Crescono gli investimenti per la manutenzione ad opera degli enti proprietari, Comuni e Province: si parla in media di 50mila euro ad edificio per interventi di manutenzione ordinaria e di 228mila euro per quelli straordinari, ma il divario fra le varie realtà regionali è notevole.
A investire di più sulla manutenzione ordinaria è la Lombardia (in media quasi 119mila euro), meno la Puglia (non si arriva ai 3mila euro); la verifica di vulnerabilità sismica è stata effettuata solo nel 2% delle scuole calabresi e nel 59% di quelle umbre, il certificato di prevenzione incendi è presente nel 69% degli istituti del Trentino Alto Adige e solo nel 6% di quelli laziali.

In provincia di Cuneo il rapporto quest’anno ha preso in considerazione 50 istituti scolastici dell’obbligo, tra questi Caraglio e Cervasca verificando anche qui alcune carenze, mentre apprendiamo che la Provincia ha stanziato circa 20 milioni negli ultimi quattro anni per gli edifici scolastici di sua competenza, a fronte di una necessità dichiarata di circa 95.

In definitiva il problema è sempre il medesimo, quello della mancanza delle risorse necessarie, sovente anche per garantire un minimo di sicurezza. Ecco quindi che emerge ancora più forte la necessità di uno stretto coordinamento tra i vari enti per attuare sinergie, evitare sprechi e,soprattutto, la realizzazione di opere che possono rivelarsi inutili e dispendiose a vantaggio invece di interventi che ormai non si possono più rimandare. E la buona politica è anche l’arte di renderli possibili.

ST

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