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La contrapposizione tra monte e piano

ragazzi Alte Terre. Il conflitto alpino. Risolvere la contrapposizione tra monte e piano

Torno su un conflitto da risolvere al più presto: Città vs Contado, Pianura vs Alte Terre!
Piazza Castello di Torino colma di manifestanti NO TAV o SI TAV, mentre in Francia tutto procede senza simili manifestazioni, è il paradigma di come vivere le Alpi sul versante italiano e su quello estero presenti differenze sostanziali.
Da noi, specialmente in Piemonte, è evidente un conflitto tra Piè e Monte, oltre confine non è così. Cosa sta capitando qui? Quale è la differenza tra i due versanti?
Se tracciassimo una sezione perpendicolare alle Alpi, vedremmo che il pendio in pochi chilometri in Italia precipita in pianura, sul versante estero invece non c’è separazione netta tra grande pianura e montagna, le città sono lontane e le Alpi se la prendono comoda nel lasciare posto alla pianura.
La spiegazione va cercata proprio nella diversa distribuzione delle curve di livello.
Il confine tra Pianura Padana e Alpi è netto e in Piemonte lungo di esso corre una città diffusa che fa da confine tra due mondi che stanno perdendosi di vista.
Mentre sulle Alpi si sta affermando un deserto verde, in basso c’è una pianura sempre più antropizzata, con un tasso di inquinamento tra i peggiori in Europa, con aree metropolitane che sono motore di sviluppo industriale e una agricoltura intensiva sempre meno sostenibile.
Una società postmoderna, in crisi strutturale, vede nelle Alpi sempre più verdi un alibi, senza sapere che forse l’anello debole sta in basso.
Sul versante estero invece il declino è graduale, le città sono lontane, ecco perché non c’è la frattura geografica, ambientale, storica e sociale che troviamo qui.
Il conflitto che sta emergendo in modo evidente è per buona parte riconducibile a questi fattori.
Aggiungiamo poi che lo spartiacque alpino non ha mai separato le genti montanare che vivono allo stesso modo l’immanenza del territorio, la stagionalità, i problemi logistici e tutto quanto riguarda la vita.
Un approccio maturato e vissuto nei secoli che porta le popolazioni alpine a difendere quanto di sacro e di indispensabile è necessario per vivere quassù: libertà e democrazia.
Il rapporto tra questi due mondi andrebbe ricondotto in un confronto tra pari, per arrivare assieme ad un “patto di sindacato” indispensabile tra Monte e Piano.
Ho vissuto i due mondi, li conosco, ho visto la povertà che ha portato alla desertificazione alpina, ma era una povertà dignitosa che aveva una via di fuga.
Nella pianura, nelle aree metropolitane la povertà ora è in un “cul de sac” di disperazione, è la miseria che sulle Alpi non c’è mai stata.
Cosa si aspetta a unire idee e energie per pensare assieme un avvenire possibile?

di Mariano Allocco

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