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Voce libera di Dronero e della Valle Maira

Percorsi Occitani-Val Maira Valley

cnn-travel Alcuni mesi fa è apparsa su CNN Travel una classifica dei 23 migliori “sentieri” del mondo. La seleziona spaziava dall’Uganda, agli Stati Uniti, dalla Cina al Camino di Santiago.

Tra questi ventitre titoli faceva una certa impressione trovare il titolo “Percorsi Occitani-Val Maira Valley”. Questo il commento “Una rete di antichi sentieri attraverso le Alpi Cozie, una passeggiata nei Percorsi Occitani è come tornare indietro nel tempo. Molti abitanti del posto parlano ancora la lingua occitana, mentre la lontananza della Valle Maira lo rende uno degli angoli più incontaminati del nord Italia.Collegando borghi e villaggi, questo percorso di nove giorni si inerpica su alcune delle alture più impegnative della zona,immergendosi in verdi vallate, con soggiorni nei tradizionali rifugi di montagna.” La CNN è uno dei network multimediali più importanti del mondo, la classifica è stata redatta da un giornalista specializzato del settore. Trovare la nostra Val Maira in mezzo a località famose e blasonate fa un certo effetto, ma non è una novità, circa un anno fa il prestigioso quotidiano inglese Guardian le aveva dedicato un lungo articolo dal titolo “High heaven: hiking Italy’s Cottian Alps (Paradiso d’alta quota: escursioni sulle Alpi Cozie italiane)”. Questi significativi interessamenti sono il riconoscimento di un intelligente lavoro di recupero di tradizioni e di cultura partito una ventina di anni fa, attorno al quale si è formata una nuova generazione di operatori locali. In questi due ultimi mesi ho girato tutta la valle in lungo ed in largo, per un progetto (di cui vi parlerò a tempo debito) che mi ha portato attraverso tutti i sentieri dei Percorsi Occitani. Ho scoperto locande bellissime, ristrutturate con gusto, in armonia con il contesto. Ho visto una nuova generazione entusiasta e positiva, spesso di ritorno, che ha fatto della vita in montagna un progetto di vita. I riconoscimenti internazionali che ho menzionato all’inizio, sono anche il riconoscimento per chi nel passato, più o meno recente, ha permesso che tutto ciò oggi esista, ma deve essere anche uno stimolo per meglio proteggere l’identità di quanto è stato creato e per migliorare alcuni aspetti che presentano ancora delle carenze. Primo tra tutti la manutenzione dei sentieri la cui percorribilità, soprattutto nella media e bassa valle, lascia spesso a desiderare. La Val Maira, se saprà preservare lo spirito che tutto questo ha ispirato, potrà guardare al futuro con fiducia, speriamo che anche il fondovalle, Dronero in primis, impari a investire sul proprio patrimonio culturale, sull’attenzione alla conservazione del territorio, sull’agricoltura di qualità, sull’artigianato di nicchia, lasciandosi alle spalle un glorioso passato industriale che più non tornerà. Massimo Monetti

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