Dragone

Voce libera di Dronero e della Valle Maira

Scuole chiuse

cnn-travel Lo scorso mese abbiamo sottolineato che a Dronero, da parecchi anni ormai, si è interrotto un circolo virtuoso, che aveva saputo creare eccellenze in diversi settori, mostrando evidenti segni di declino della città.


Non così per la Valle, che indubbiamente ha patito un enorme spopolamento prima e dopo la Guerra, ma ora è riuscita a mettere in campo opportunità nuove che possono offrire speranze di rinascita. Lo ribadiamo ancora citando, in questo numero, interessanti iniziative, pubbliche e private che hanno a che fare con tecnologie innovative, filiere bio per l’agricoltura, turismo sostenibile.

Sfogliando le pagine del giornale, potrete incontrare chi ha scelto la pastorizia, chi un nuovo modo di proporre la propria attività commerciale, chi crede in un turismo semplice – citiamo i nuovi percorsi in media Valle – chi ancora ottiene a livello europeo il riconoscimento della propria coltura – il genepì di Stroppo e non solo.
Infine, proprio qui accanto, richiamiamo le opportunità da cogliere nel settore delle energie rinnovabili. Insomma una vitalità che fa ben sperare. Se invece rivolgiamo lo sguardo al capoluogo, vediamo una cittadina sempre più spenta e racchiusa in se stessa. È vero, abbiamo inaugurato un supermercato, ma questo non basta. Nelle vie centrali si sono spente parecchie attività. Tante le botteghe che hanno chiuso negli ultimi tempi e nell’ultimo anno in particolare. Su una mappa della città, i puntini neri sono davvero troppi.

Citiamo, a titolo d’esempio, la chiusura di ben due edicole in poco meno di tre anni. In paese, ormai ne restano solo due e lo stesso Comune di Dronero si è fatto carico – limitatamente al 2019 – di un contributo per la rivendita dei quotidiani nei giorni festivi in un Caffè del centro storico. Certo per la carta stampata sono tempi difficili, ne abbiamo già parlato e torneremo a farlo, ma non è che il paradigma di una situazione più generale che coinvolge tutta Dronero.

Che fare? La domanda non è nuova e non vogliamo scomodare Lenin che la pose come titolo di un testo del 1902. Le risposte, tuttavia, non sono facili. Di sicuro bisognerà inventarsi qualcosa, ma che cosa, al momento noi non siamo in grado di proporlo. È per questo che il giornale si è offerto e si offre come spazio per far sì che le opportunità potenziali possano incontrare le necessità dei cittadini, mantenendo ovviamente l’indipendenza e lo spirito critico che lo devono contraddistinguere.
Sappiamo di ripeterci, ma è proprio a Dronero che è nato il giornale!

Sergio Tolosano

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