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Covid e scuola

covid19 Si è concluso da poco il secondo anno scolastico condizionato in modo pesante dal Covid e – mentre l’epidemia rialza la testa per colpa della variante Delta – si rincorrono le promesse di politici e autorità per iniziare le lezioni, a settembre, regolarmente in presenza.


I nodi irrisolti sono però ancora tanti a cominciare dall’insufficienza di personale e dei trasporti –la principale causa delle chiusure – le cui carenze sono ancora ben lungi dall’essere superate in modo efficace. E mentre questi problemi si addensano all’orizzonte è delle settimane scorse la pubblicazione degli esiti dei test sui livelli di apprendimento della scuola italiana che fotografano un situazione preoccupante. Le prove INVALSI 2021 hanno coinvolto oltre 1.100.000 allievi della scuola primaria (classe II e classe V), circa 530.000 studenti della scuola secondaria di primo grado (classe III media) e circa 475.000 studenti dell’ultima classe della scuola secondaria di secondo grado (maturità). Ebbene, nel raffronto ai dati 2019, l’unica a tenere sostanzialmente è la scuola primaria ma per il resto c’è un consistente arretramento degli esiti in italiano e matematica sia alle medie che alle superiori. Nella secondaria di primo grado, gli studenti che non raggiungono risultati adeguati sono: in Italiano il 39% (+5 punti percentuali rispetto sia al 2018 sia al 2019) e in Matematica il 45% (+5 punti rispetto al 2018 e +6 punti rispetto al 2019). Nell’ultimo anno della secondaria superiore, rispetto al 2019, nel 2021 gli studenti che non raggiungono risultati adeguati sono: in Italiano il 44% (+9 punti percentuali rispetto al 2019) e in Matematica il 51% (+9 punti percentuali rispetto al 2019). La serie di numeri e raffronti è ampia, ma già questi sono sufficienti per rendersi conto – come peraltro affermano ormai in molti – che la didattica a distanza, pur avendo avuto il merito di sopperire in parte alla chiusura forzate delle scuole, non regge il confronto con l’insegnamento in presenza. Ciò nonostante le scuole superiori, proprio quelle con valutazione peggiore del livello di apprendimento, hanno assegnato i giudizi migliori. Sono raddoppiati i cento e i cento e lode. Già la Maturità speciale del 2020 ha prodotto voti alti, superiori alla media delle ultime stagioni. I “100”, quest’anno sono il 9,9 per cento contro il 5,6 per cento dell’anno scorso. I “100 e lode”, sono il 2,6%, (erano stati l’1,5% dopo l’esame 2018-2019). Un candidato su otto ha preso il massimo dei voti: la scorsa stagione era stato uno su quattordici. Per il bene della Scuola e degli studenti auspichiamo che si possa lavorare in presenza.

Sergio Tolosano

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