Dragone

Voce libera di Dronero e della Valle Maira

Vita travagliata di un ragazzo del ‘900

Pro Storie della Valle

Originario del vallone della Margherita
Sono nella redazione del giornale per l’apertura settimanale, quando si affaccia all’ingresso un signore di nome Luigi Ricciardi. Lo conosco da molti anni, una semplice stretta di mano come saluto e poi iniziamo a parlare. Luigi, originario del vallone della Margherita, avrebbe piacere di raccontare a grandi linee la storia di suo padre e naturalmente anche la sua al giornale. Fin dalle prime battute il racconto mi entusiasma, ascolto molto volentieri le sue parole e le trascrivo per i nostri lettori.

Costanzo Ricciardi, suo padre, è nato il 18 agosto 1901 da famiglia contadina nella borgata Assarti, in un caseggiato allora denominato “casa bianca”.
Il giovane Costanzo frequenta le scuole elementari, sicuramente non tutti i cinque anni del corso completo, in un locale vicino all’osteria. Cresce e si accorge che il lavoro di contadino di montagna non gli si addice molto; il giovanotto, all’età di soli 17 anni sceglie quindi di arruolarsi in Marina fermandosi per diversi anni e proprio per questo motivo, fu soprannominato il “bel marinaio”.

Il 26 aprile 1924 si sposa a Marsiglia con Maria Raybaud. La vita del marinaio tuttavia lo conduce da un porto all’altro e a Trieste incontra una ragazza che porta il nome di Rosa Totolo. Costanzo abbandona così la moglie dopo pochi anni di matrimonio e in silenzio convive con “la Rosa” senza mai sposarsi fino al 1942.
La sua morte porta la data del 12 aprile 1968 in quel di Genova.

Dalla signora Rosa, Costanzo ha avuto due bambini: Luigi nato nel 1932 e Marius, nato poco tempo dopo, nel 1934.
Lasciata la Marina, Costanzo si stabilisce a Cannes facendo il lavoro di elettricista e rischiando anche la vita un giorno per una scarica di alta tensione.
Nel periodo che va dal 1939 al 1945 – sottolinea con passione Luigi – la famiglia tutta unita torna a Dronero per evitare la naturalizzazione come cittadini francesi, ma non nel vallone di origine del padre; si fermano in paese in via Alfieri 25, nel Borgo Sottano. Nel 1942 il padre Costanzo, per motivi di guerra, va a lavorare in Germania, portando con sé tutti gli averi e lasciando la moglie e i due bambini praticamente sul lastrico. Luigi e Marius hanno ricevuto la Prima Comunione a Dronero dall’arciprete don Giovanni Raviolo e – spiega ancora Luigi oggi 86enne – di quella cerimonia non è stata presa alcuna foto di gruppo per il timore che potesse arrecare danno e per la paura che suscitava allora la presenza delle truppe di occupazione.

Nel settembre del 1945 la famiglia, ormai purtroppo composta dalla sola mamma e dai due figli già grandicelli, sale su un mezzo d’occasione e percorre tutta la Valle arrivando fino ad Acceglio. Da qui a piedi, attraverso le montagne dell’alta valle, fino a Larche e poi giù fino a Barcellonette, ovviamente con molte pause lungo il difficile percorso. Da Barcellonette, un altro mezzo di fortuna li conduce fino a Digne.
Del papà, trasferito in Germania tre anni prima non si è più avuta nessuna notizia, ma pare che finita la guerra sia tornato per qualche tempo in borgata Assarti alla Margherita per far visita a suo padre, Stefano Ricciardi. Da allora in poi le notizie sono molto frammentarie e la famiglia non si è più riunita; famiglia che la mamma, che appena emigrata in Francia era riuscita a trovare lavoro, sostenta come può, barcamenandosi alla bell’e meglio e cercando di garantire l’essenziale ai suoi due figli.

Gli spostamenti, tuttavia, non era ancora terminati e questa volta la meta era nuovamente Cannes, sulla costa. Qui Luigi, ormai quattordicenne, inizia a lavorare da un bravo artigiano e piano, piano impara il buon mestiere di falegname, mobiliere, restauratore e, visto che siamo in una zona di mare, anche di mobiliere per arredi navali.
Il tempo passa veloce, Luigi lavora e diventa adulto. Tredici anni dopo aver lasciato la Valle Maira, siamo ormai nel 1958, esattamente il 25 novembre il giovane si unisce in matrimonio con Jeannine Albine Roberte Dalmasso. Due anni dopo, nel 1960, dalla coppia nascerà una bambina che porterà il nome di Estelle e nel 1966 un figlio chiamato Stefano.
Attualmente la figlia lavora in un ufficio statale nel settore sociale mentre il figlio Stefano lavora presso il comune di Cannes. Stefano, a sua volta sposato con Martina, ha un figlio di nome Tom.

Con il passare del tempo Luigi coltiva la passione per la costruzione di modellini di navi e barche. Un hobby che lo aiuta anche nel suo lavoro di arredi per imbarcazioni e che perfeziona sempre più quasi a diventare un professionista del modellismo.
Il nostro protagonista, Luigi Ricciardi, ormai nonno nel 1992, dopo 45 anni di lavoro, si ritira per il meritato riposo dopo una vita molto dura e travagliata, in particolare negli anni della gioventù. La moglie Jeannine, di alcuni anni più giovane, dopo un periodo di lavoro in tintoria, chiude la sua attività come operatrice scolastica (quelli che affettuosamente chiamavano bidelli).
Negli anni del lavoro in Francia, però, Luigi non dimentica il suo legame con Dronero; la nostra cittadina era tappa abituale delle sue vacanze annuali e piaceva molto anche alla moglie Jeannine. Finalmente nel 1989 i due coniugi acquistano una piccola abitazione in via Camillo Benso di Cavour, arredata con mobili su misura costruiti dallo stesso Luigi e continuano a tornare periodicamente a Dronero, dove sono rimaste ormai molte loro conoscenze.

A questo punto si conclude la nostra chiacchierata che ha spaziato per tutto l’arco del ‘900, ringrazio Luigi per la sua gentilezza, la sua cordialità e la voglia di raccontare quella che per lui è indubbiamente una storia importante: la storia della sua vita.
Auguro ai lettori che provino piacere nel leggerla, penso ne valga la pena!

A cura di Luigi Abello

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