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Voce libera di Dronero e della Valle Maira

La Granda, una vocazione turistica

ragazzi Il rapporto della camera di Commercio di Cuneo sul terzo trimestre 2018, pubblicato di recente, mette in evidenza segnali di stabilità nelle imprese della Granda. Un dato leggermente positivo e in linea con il resto della Regione, ovvero 536 nuove realtà a fronte di 519 chiusure.

Esaminando il dato suddiviso per settori emerge che ancora una volta il maggiore incremento si è verificato nel turismo e nella ristorazione, a seguire la categoria “altri servizi”, mentre sono stabili o in leggera flessione i comparti delle costruzioni, dell’agricoltura e delle attività industriali.
In altri termini, pare che la Granda abbia sempre più una vocazione turistica. Non sono ancora disponibili dati complessivi di valutazione sul settore per l’anno in corso, tuttavia trapela soddisfazione dai vari operatori che hanno comunque visto un incremento delle presenze turistiche in tutta la provincia e senza dubbio anche in Valle Maira.
Negli ultimi cinque anni (2013-2017) complessivamente le imprese del settore turistico del cuneese sono passate da 3888 a 4076 con un incremento di poco inferiore al 5%.
Nel 2017, ultimo dato ufficiale disponibile, la provincia ha registrato complessivamente un numero di arrivi e presenze pari a 1.851.137 unità con un picco, ovvio, nei mesi di luglio ed agosto. Sempre l’anno scorso, il maggior numero di visitatori era di provenienza italiana (poco meno del 60% del totale) seguito da Francia, Germania e Svizzera (tutte attorno al 7%). Un valore prossimo al 35% per le provenienze da tutta Europa, la rimanenza dalle altre parti del globo.
Auspicabilmente questi numeri saranno confermati e migliorati anche nell’anno in corso. In un momento in cui ci si prepara ad affrontare, e avremo modo di vederlo nei prossimi mesi, aspetti importanti per lo sviluppo di questo settore, lo scorso 5 ottobre, a Cuneo, si è svolto un convegno sulle “Terre Alte”. In particolare l’attenzione si è focalizzata su temi come identità locale, turismo sostenibile e sulle ricadute legate alla struttura qualitativa dell’offerta, dell’uso ottimale delle risorse ambientali, del mantenimento dei processi ecologici essenziali e della biodiversità.
Questioni davvero di grande respiro che potranno e dovranno coinvolgere sia gli operatori del settore, sia gli amministratori locali, ma sui quali occorre affrontare un sincero e sereno confronto anche con il resto della popolazione.
Argomenti certamente importanti per il futuro anche della Valle Maira a cui il nostro giornale, per quanto possibile e con tutti i nostri limiti, cercherà di dare spazio e risalto.

ST

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