Dragone

Voce libera di Dronero e della Valle Maira

XX Settembre 1870

covid19 Il 20 Settembre di 150 anni fa i Bersaglieri di LaMarmora entravano a Roma dopo che l’artiglieria aveva aperto una breccia nelle mura aureliane, nei pressi di Porta Pia.


Era la fine del Potere Temporale del Papato, che per circa mille anni aveva ostacolato prima, e osteggiato poi, l’unificazione d’Italia. Nel secolo XIX la Francia imperiale si era assunta il ruolo di protettrice del Papato, reprimendo duramente la rivoluzionaria esperienza della Repubblica Romana di Mazzini, Saffi, Armellini e difesa da Garibaldi, ma nel 1870 Napoleone III fu duramente sconfitto dalle armate prussiane a Sedan, l’Imperatore costretto all’esilio e Parigi occupata dopo un durissimo assedio . Era il momento giusto per andare oltre gli accordi di Plombieres e il neonato Esercito del Regno d’Italia attaccò Roma, difesa dai mercenari Svizzeri, che ancora oggi si occupano della difesa dello Stato del Vaticano. Roma divenne la Capitale d’Italia e il Papa si rinserrò dentro la cerchia delle mura Leonine, ne uscirà solo nel 1929 dopo la firma dei Patti Lateranensi tra il Cardinal Gasparri e l’allora Presidente del Consiglio, Benito Mussolini.

Dronero si trovò in prima fila nello storico evento con il Conte Gustavo Ponza di S.Martino, Ambasciatore del Regno d’Italia presso lo Stato Pontificio. Fu lui a consegnare la lettera ultimatum a Pio IX che nel leggerla risposte con la storica frase “Non possumus”. La statua che lo ricorda, da più di un secolo, fa compagnia ai cittadini droneresi davanti al Teatro, per tutti è affettuosamente “el ciciu”. I Ponza di SanMartino-Faà di Bruno ancora oggi abitano il bellissimo palazzo adiacente all’Asilo Parrocchiale.

Sulla facciata di una casa che delimita piazza XX Settembre c’è una bella lapide commemorativa che risale al 1895, venne messa in posa in occasione dei 25 anni, anno in cui la piazza comunemente denominata “piazza nuova” assunse per l’appunto la denominazione di Piazza XX Settembre. Questa lapide marmorea, parzialmente esposta alle intemperie, non si sa perchè, ma è rimasta un po’ negletta. Il recente restuaro delle lapidi droneresi, non l’aveva presa in considerazione.

L’Associazione Dragone ha deciso di adottarla e di farsi carico dell’opera di restauro che ha affidato ad una società specializzata che collabora con il Centro di Restauro Lapideo della Venaria Reale. L’iniziativa è completamente autofinanziata.

Il Comune, come già fece per l’iniziativa delle Pietre d’Inciampo, ha assicurato il supporto dell’Ufficio tecnico e tra poco inizierà il restauro. Riportiamo un estratto della relazione tecnica degli esperti che eseguiranno l’intervento:

L’intervento di restauro qui proposto avrà come soggetto la Stele lapidea commemorativa degli avvenimenti accaduti a Roma il 20 Settembre 1870, giorno in cui l’esercito italiano prese Roma dopo la breccia di Porta Pia, ponendo fine allo Stato Pontificio e dando l’avvio al dibattito sul laicismo dello Stato. L’opera trova collocazione nel comune di Dronero, in Piazza XX Settembre, murata all’interno l’edificio di angolo che si posiziona fra la Piazza e via Roma. Come cita l’incisione dedicatoria (“Nel festeggiato vigesimo quinto anniversario…”) l’opera è stata collocata nella Piazza verosimilmente nel 1895, in occasione dei festeggiamenti dei 25 anni della ricorrenza, durante i quali la Piazza ha assunto nuovo nome, Piazza XX Settembre appunto.

Al 1971, centenario di Roma Capitale, risale invece la seconda porzione del manufatto, ossia la fascia orizzontale polilobata, accostata al lato inferiore della stele. Misure: 98 cm largh. X 115 cm alt.

OBIETTIVI DEL PROGETTO: Per garantire una migliore e più corretta fruizione dell’opera si propone, coerentemente con quanto previsto dal Codice di riferimento (d.lgs. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni), nel pieno rispetto dei materiali costitutivi originali e della deontologia professionale, la realizzazione di un intervento di restauro volto al migliore recupero degli originali valori identitari (storici e artistici), nell’ottica di assicurarne un’ottimale conservazione nel tempo.

STATO DI CONSERVAZIONE: Il manufatto in questione si presenta in discrete condizioni conservative. L’attuale collocazione, caratterizzata da un intenso traffico veicolare che proietta sulla superfici un costante flusso di particolato atmosferico (miscela inquinante complessa di particelle solide e liquide di sostanze organiche ed inorganiche sospese in aria), nonché la diretta esposizione alle intemperie, non rappresenta un ambiente espositivo idoneo per una corretta conservazione, rimanendo seppur imprescindibile il messaggio primario e lo scopo ultimo con cui la stele è stata applicata.

In seguito ad un’attenta osservazione da terra si può notare l’alone giallo-arancione di alterazione cromatica che interessa la quasi totalità delle superfici, forse riconducibile a qualche tipo di fissativo, applicato in occasione di un precedente intervento di manutenzione, ormai alterato o ad un fenomeno di degrado differenziale a cui il litotipo costitutivo è naturalmente soggetto. La lastra lapidea principale si presenta al tatto leggermente decoesa. Nel complesso un importante impoverimento della rubricatura originaria inficia negativamente sulla buona lettura dell’opera.

Difficilmente arriveremo a rispettare la data del 20 Settembre, ma tutto sommato poco importa, la cosa importante è provvedere al recuperato di una testimonianza importante di storia cittadina che si incrociò con i grandi avvenimenti della storia nazionale nel secolo XIX.

La recente ristrutturazione della piazza completa, nel migliore dei modi, lo scenario.

Massimo Monetti

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